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Arte e scienza, due “mondi paralleli” che si incontrano

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Francesca Granata, ricercatrice e artista in mostra fino al 29 aprile al Ğené ci racconta il suo amore per l’arte e il suo progetto Mondi paralleli.

Ciao Francesca, raccontaci un po’ chi sei e il tuo percorso.
«Sono nata in un paese della provincia di Brescia, mio papà mi ha educata fin da subito all’osservazione di opere d’arte soprattutto antiche, mentre mia mamma e mio fratello hanno sempre avuto una propensione naturale per il disegno. Da piccola, fino ai 26 anni, ho approcciato l’arte solo la danza classica. Oltre al ballo, trovavo affascinante il mondo della scienza, prima naturale, studiando piante e fiori e via via scoprendo il mondo della biologia, infatti all’età di 20 anni mi sono trasferita a Milano per perseguire il mio sogno, diventare una ricercatrice. Oggi infatti lavoro al policlinico di Milano nell’ambito delle malattie rare. Nell’immaginario comune lo scienziato viene visto come una professione molto razionale e schematica. Negli anni mi sono resa conto che non è così, arte e scienza sono interconnessi, come lo era in passato per gli antichi filosofi. Infatti nel 2016, quando ho ricevuto in regalo una confezione di acquarelli ho avuto una sorta d’ispirazione inventando la soffio-grafia». 

Quindi tu sei ricercatrice scientifica e anche artista, come Scienza e Arte comunicano tra loro.
«Se la scienza è vissuta come creazione e ricerca di un qualcosa che non esiste per dare vita alla novità, è allora che trova nell’arte il suo mondo parallelo. Infatti, la ricerca scientifica in quanto tale la considero una forma d’arte, perché in laboratorio, quando sei lì con le tue provette a fare biologia molecolare, ad occhio nudo vedi esclusivamente liquidi trasparenti e se va bene colorati, il resto è tutto immaginazione, cioè devi proiettare tutti i meccanismi molecolari attraverso la conoscenza ma usando la proiezione mentale. Un po’ come lo è l’arte, creazione di qualcosa di nuovo attraverso una visione del mondo differente rispetto al resto della popolazione. Vivi in entrambe le materie in un ambiente intellettualmente sempre in movimento e poco schematico che dà spazio non solo all’esecuzione di un compito ma alla creazione».

Scienza e arte è anche il tema della tua mostra “Mondi Paralleli” organizzata da Studio Creativo Paparuga presso il Ğené. Come è stato realizzare un’esposizione in un luogo non convenzionale se pensiamo alle gallerie artistiche.
«Non conoscevo il locale e la mia amica Lara me l’ha proposto una sera di Gennaio. Mentre eravamo lì mi sono sentita a casa e lei ha notato delle foto esposte con un cartellino, da lì mi è venuto istintivo chiedere al bancone se erano interessati ad esporre i miei quadri. Così pochi giorni dopo mi sono trovata a telefono con Bets, prima abbiamo parlato di come sviluppare la mostra e del periodo poi ci siamo trovare a fare anche delle lunghe chiacchierate sulla nostra vita. Le ho proposto principalmente le mie soffio grafie, da installare con una grande lente d’ingrandimento così da rendere l’opera interattiva. Ma durante il corso delle nostre chiacchierate, Bets si è spinta ancora più in là, proponendomi di creare un’opera ancor più interattiva da lasciare poi al locale. Un’opera all’interno della quale lo spettatore poteva non solo esplorare con la lente ma scrivere ciò che osservava. Da questa unione di idee è così nato in me improvvisamente anche il nome del progetto, mondi paralleli perchè ho immaginato un’esplorazione nella quale la persona poteva anche perdersi e distaccarsi dalla realtà in un mondo non reale. Un po’come accade a me quando osservo le cellule al microscopio, sono lì di fronte a me, infinitamente piccole, reali ma non visibili all’occhio nudo con un mondo al loro interno fatto di reazioni chimiche, molecole che si scontrano e nuove proteine che nascono… insomma il dono della rivoluzione creativa».

“Codice binario” di Francesca Granata

Quali sono le opere esposte al Ğené.
«In “Mondi Paralleli” principalmente propongo delle soffiografie, ma con Bets abbiamo deciso anche di esporre altri miei quadri che sono stati creati qualche anno dopo rispetto alle soffiografie. Sono stati un’evoluzione data dalla sperimentazione, che ho fatto, di altri materiali da disegno che mi hanno ispirata. Spesso i miei quadri rappresentano dei personaggi inventati, come in Orange contatto dove si possono vedere due volti stilizzati dentro ad enormi cappucci colorati a matita che si guardano malissimo, lanciano saette dagli occhi che si incontrano nel mezzo generando una fetta d’arancia, che per me rappresenta la vitamina C che scientificamente ha potere antiossidante, ed è un po’come se fosse la cura per il loro litigio, una sostanza che toglie l’ossidazione dagli attriti.
Oppure restando in tema scienza, ho creato Codice binario, un acquarello che rappresenta un fegato in acqua o formalina che ha della vegetazione attorno a sè, un po’ particolare, un fiore con dei petali con segnato all’interno delle sigle che sono gli acronimi dei parametri biochimici che si misurano per vedere se il fegato è sano (AST, ALT, ALP e GGT), c’è anche una sorta di mega foglia che divide il fegato in due e al suo interno compare un codice binario e se lo traduciamo troviamo scritto, ‘spappolato’… forse un tributo al grande Vasco.
Ci sono altri temi biologici nelle opere come nel Chiocciolaro, un essere strano, nato durante la pandemia, ha le antenne a forma di COVID e indossa per precauzione una mascherina, quasi come per proteggersi da se stessa, che è un po’ ciò che è accaduto durante questi anni. La biologia e la chimica tornano nel quadro intitolato Lete, la povera particella di sodio che veste però degli abiti giapponesi ed è incavolatissima perché comunque è da sola nel locale, mentre vorrebbe parlare ed interagire con le persone, anche questo è nato in pandemia e ho pensato a tutti noi chiusi da soli nelle nostre case. Il tema COVID è una costante che ritorna, nel quadro Sacralità, ho ripreso un pipistrello nella grotta, con quella che potrebbe sembrare la famiglia sacra. Tutti questi quadri sono stati creati durante il periodo del lockdown nel 2020. L’unico fuori dal coro senza richiami biologici è Drive well, che per me ha un significato caro. Mi ricorda un viaggio che fu a tratti bello e a tratti brutto, ma come può accadere quando si viaggia come esploratori ricercatori anziché solo da turisti, l’imprevisto accade sempre. Poi ovviamente troviamo le tre soffiografie, Cellula, Quattro stagioni e Mondi paralleli».

“Lete” di Francesca Granata

La tua opera Mondi parallelli è anche un piccolo esperimento…
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Sono tornata al locale dopo vari giorni dall’esposizione e negli spazi bianchi lasciati appositamente nell’opera per l’esploratore, ho trovato vari messaggi. Dalle parole: fantasia, monster, microorganismi, ambiente a frasi e affermazioni tipo: “ho visto ciò che contiene la vita vera ed immaginaria”, “c’è vita nell’universo” a qualcuno che ha simpaticamente lasciato traccia della sua saliva. Posso ritenermi molto soddisfatta perché tutto riconduce alla vita, alla biologia e alla scoperta. Esperimento ben riuscito direi».

Racconti della tua tecnica “soffio-grafia”.
«La soffio-grafia è una tecnica semplice ma molto efficace, grazie all’uso di una cannuccia e di colori ad acquarello ben scelti, soffio acqua colorata sul foglio, lascio asciugare e poi creo varie sovrapposizioni di pigmenti e macchie. Una volta terminato, guardo cosa ne è nato e inizio con pennarelli a punte di differenti dimensioni, in base ai particolari che vedo, a far nascere tutti i personaggi che potete osservare nelle mie opere».

Se hai progetti artistici in cantiere.
«Progetti grossi non ne ho e non ho purtroppo neanche tanto tempo da dedicarci, con il lavoro che faccio ed essendo anche da poco diventata presidente dell’associazione di pazienti della malattia che studio e della quale soffro. Ma sono aperta ovviamente, a chi fosse interessato, ad ospitarmi. Ho voglia di riproporre il format Mondi paralleli generando altri quadri interattivi… vorrei scoprire e leggere cosa vede la gente nelle mie opere».

In copertina l’opera Mondi Paralleli di Francesca Granata

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“Mondi Paralleli” allo spazio polifunzionale Ğené di Milano

Link dell’artista

“Drive well” di Francesca Granata
“Il chiocchiolaro” di Francesca Granata

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