progetto Beeing

Beeing, un progetto per coltivare il benessere di api e uomini

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Ogni giorno, Beeing guida le persone nel conoscere e rispettare le api. Un team ispirato e guidato dalla missione di proteggere le api e gli insetti impollinatori, nella ricerca incessante di un ecosistema più sano. Il loro obiettivo è quello di costruire un mondo in cui le persone e la natura possano coesistere, in armonia. Qui l’intervista a Roberto, l’ideatore del progetto.

Ciao Roberto, partiamo subito chiedendoti il tuo ruolo all’interno di Beeing e chi altro c’è dietro questo bellissimo progetto.
«Sono CEO e founder di Beeing. Il progetto è nato insieme a Gabriele Garavini, co-founder e CTO, che ho conosciuto quando lavoravo in Cesenalab, un accelleratore di start up dell’Università di Bologna».

Dalle 10 arnie in eredità da nonno Pietro fino alla conquista del CES 2021 a Las Vegas, raccontaci un po’…
«La nostra startup nasce dalla passione personale per le api, infatti la mia famiglia si occupa di apicoltura da molto tempo, ed io ho sviluppato questa passione grazie a mio nonno che era apicoltore. Ho molti ricordi di quando da piccolo lo aiutavo a smielare e a lavorare con le arnie. Insieme a Gabriele, che è uno sviluppatore informatico nonché amico di lunga data, abbiamo deciso di avviare una startup che potesse dare un contributo importante all’apicoltura, introducendo strumenti IoT (che noi abbiamo ribattezzato IoB Internet of Bees) e analisi di big data».

Qual è lo scopo di Beeing e a chi è rivolto.
«La missione di Beeing è quella di tutelare le api e diffondere l’apicoltura urbana responsabile, con un’arnia che renda il tutto più semplice e sicuro – fermo restando una conoscenza di base sul mondo delle api. E’ un prodotto rivolto a tutti, ma soprattutto a scuole, orti urbani e associazioni come strumento didattico-educativo di avvicinamento alle api e alla natura grazie alle pareti trasparenti e all’alto punto di ingresso del camino».

Non solo B-BOX ma tecnologia per gli apicoltori.
«Insieme a Gabriele abbiamo sviluppato un dispositivo (B-Secure) che può essere posizionato direttamente nel telaio all’interno dell’arnia. Grazie ad un GPS, il dispositivo si collega tramite app allo smartphone e traccia qualsiasi minimo spostamento dell’arnia: infatti il suo uso originario è stato pensato proprio per evitare e sventare i furti di arnie. Non solo, ma ciò che rende unico questo dispositivo è la sua capacità di raccogliere dati su temperatura, grado di umidità e suoni per avere sempre sotto controllo la salute delle api e monitorare il bioritmo dello sciame». 

Diamo un po’ di numeri… quante arnie avete prodotto fino ad adesso, quante tipologie esistono, in quanti paesi (e quali) avete installato le B-BOX.
«Ad oggi abbiamo circa circa 900 clienti in oltre 40 paesi del mondo in tutti i continenti. Le regioni di maggiore focus sono Europa, USA e Canada. In Italia forniamo anche un pacchetto di assistenza e formazione appoggiandoci ai nostri apicoltori professionali Beeing presenti in tutto il territorio italiano».

Con le api voi avete un rapporto speciale, cosa hai scoperto su di loro di particolare che magari non tutti sanno.
«Il fatto che si comportano come un unico super-organismo in cui l’animale non è la singola ape, ma tutto lo sciame insieme, in quanto solo tutto lo sciame di api insieme è capace di prendere decisioni complesse e decidere per la propria sopravvivenza. Ogni singola ape è come un organo dell’animale sciame, alcune sono le braccia, alcune lo stomaco, alcune (regina) l’organo riproduttore».

Quali progetti e obiettivi avete per Beeing.
«Con Beeing abbiamo un focus particolare in progetti ad alto impatto sociale e ambientale, parliamo quindi di progetti di apiari urbani che vedono l’apicoltura come strumento didattico-formativo e di riqualificazione urbana, ma anche come strumento di promozione di green jobs, attività di supporto al reinserimento sociale e lavorativo. Insomma lo sviluppo di contesti che vedono la collaborazione al centro. Da un punto di vista ambientale le api non solo supportano la biodiversità locale grazie al loro servizio di impollinazione, ma tramite loro è possibile effettuare analisi di bio-monitoraggio sulla qualità dell’aria, infatti sono dei potentissimi bio-indicatori naturali. A breve attiveremo un progetto di adozione a distanza completamente innovativo e che vede davvero le api al centro, ma non possiamo anticiparvi troppo!».

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