07

Sotto la luna di Moondy risplendono opere tra malinconia e sogno

Condividi su

Alessandra Caputo in arte Moondy racconta il suo percorso tra arte, identità e progetti prossimi.

Chi è “Moondy” e da dove nasce il tuo pseudonimo.
«Chi è Moondy… A me piace definirmi una ‘’grossa bambina’’ che in un mondo che va di fretta, ha deciso di ‘’crescere’’ con calma! Moondy deriva appunto da ‘’Moon’’ che significa Luna, al quale ho aggiunto la desinenza ‘’dy’’ per renderlo semplicemente più carino da pronunciare. La Luna è la mia confidente muta che però trova sempre il modo di entrare nelle mie illustrazioni. Infine, la mia data di nascita e di conseguenza il mio segno zodiacale, sono molto legate ad essa, quindi un motivo in più per amarla!»

La tua pittura è ricca e piena di dettagli… Quale è stato il tuo percorso (artistico e umano) che ti ha portato ad esprimerti con il tuo stile.
«Il mio stile è nato in maniera molto graduale e inaspettato e sono sicura che ancora molto muterà. Ho studiato al Liceo Artistico, ma è stato solo dopo, lontana dai banchi, che ho davvero scoperto cosa volesse dire creare ‘’ascoltandosi’’. Le nozioni prettamente accademiche del liceo, avevano un po’ bloccato il normale flusso di idee e creatività, infatti dopo aver conseguito il diploma, ricordo bene che non ho più disegnato per parecchio tempo. Successivamente con l’arrivo di avvenimenti lieti nella mia vita, si è sbloccato un po’ tutto, come se gli ingranaggi di un grande meccanismo avessero cominciato a funzionare e risvegliare ciò che si era assopito quindi posso dire che da lì in poi, il mio percorso artistico è andato di pari passo con quello personale. Infine posso dire che il mio modo di illustrare è ricco e dettagliato perché amo ‘’raccontare’’ anche attraverso le cose più minuziose, che sia un pizzo su un dettaglio di un abito o un accessorio».

Come nascono le tue opere, da dove prendi ispirazione e cosa aiuta il tuo processo creativo.
«L’idea per un’illustrazione può partire da un ‘’concetto’’ che voglio trasformare in immagine oppure durante un momento random della giornata, magari mentre sono persa tra i miei pensieri bevendo un caffè. Non sempre parto da un’idea chiara, ma un semplice spunto può trasformarsi in qualcosa di più man mano che schizzo! Talvolta per prendere ispirazione attingo anche dalle mie bacheche di Pinterest o consulto i miei libri di moda antica e borghese, un’altra mia grande passione. Una cosa è certa: ogni mio disegno custodisce una dolce malinconia, come un ricordo d’infanzia che non vuole svanire».

Ami riempire lo spazio, è una scelta estetica, emotiva o…?
«Io mi definisco “l’artista con l’Horror Vacui“. Nella vita reale tendo a riempire gli spazi in quanto amo circondarmi di bellezza, di ricordi, di oggetti vissuti che hanno una loro storia e questo impulso si riversa inevitabilmente anche nella mia arte. Le mie opere, come la mia mente, sono una wunderkammer colma di dettagli più o meno curiosi, che non sono lì solo per una questione estetica, ma perché anche il più piccolo decoro può raccontare qualcosa!».

Cosa vorresti che il pubblico cogliesse dalle tue opere e quindi quale messaggio gli arrivasse.
«Attraverso le mie illustrazioni vorrei comunicare l’importanza di non abbandonare mai il proprio ‘’mondo dei balocchi’’ interiore, per donare un po’ di leggerezza alla vita anche quando è piena di spigoli. A volte il mondo là fuori fa troppo rumore per me, e allora cerco di ascoltare quel carillon che ho dentro per calmarmi e dare vita a immagini oniriche e sognanti dove rifugiarmi. Con le mie opere spero di aprire una piccola porticina in chi guarda, un passaggio verso quel mondo immaginario che spesso dimentichiamo».

Che rapporto hai con i social?
«Con i social ho un rapporto di amore e odio. Li considero indubbiamente una fortuna, in quanto sono una vetrina preziosa per mostrare la propria arte e creare un ponte tra me e chi osserva, ma allo stesso tempo riconosco che ogni ora dedicata a curarli è un po’ di tempo sottratto alla mia arte. Troppo impegnati a registrare reels e work in progress, ci siamo dimenticati un po’ cosa significa lavorare nel proprio ‘’silenzio creativo’’ senza dover necessariamente mostrare tutti i dietro le quinte. Insomma sono nel costante equilibrio tra il restare presente virtualmente e dedicarmi al lavoro senza distrazioni, e non è affatto semplice».

Sabato 17 gennaio ci sarà una tua mostra personale a Riposto, quali sono le tue emozioni e cosa troverà il pubblico.
«Assolutamente, sono davvero emozionata per questa mostra, anche perché è la prima che realizzo nella mia terra, in Sicilia!
Di solito espongo al Nord dove ho raccolto più seguito nel tempo, ma ringrazio fin da ora tutti coloro che avranno il piacere di venire a scoprire il mio lavoro nella deliziosa cornice di Birreria Riposto!
Chi visiterà la mostra troverà un piccolo universo variegato: opere dolci, oniriche e delicate, alternate a visioni più gotiche. Un percorso fatto di luci e ombre insomma».

Prima di lasciarci, ti chiediamo se hai una curiosità (su di te o sul tuo lavoro) che vuoi condividere con noi.
«Una piccola curiosità tutta mia potrebbe essere: per mescolare i colori, acquerelli o inchiostri, non uso una tavolozza classica, ma piccoli piattini di porcellana recuperati dai mercatini vintage.
Mi piace l’idea che ogni colore venga preparato su un oggetto elegante, quasi da tè. È un dettaglio semplice, ma rende il mio processo creativo preferito, come la colorazione, un momento ancora più intimo, quasi un rituale!».

I link dell’artista

GUARDA IL VIDEO CON LE SUE OPERE

Comments are closed.