E’ giunto al termine il percorso laboratoriale artistico-espressivo “Raccontiamo l’Arte – Colori, Suoni e Carte in Movimento” presso la Scuola Primaria Tassoni – classe terza
Il progetto è stato ideato da Altro Spazio D’arte APS e in collaborazione con Barbara Bonacini, artista e arte terapeuta che ha realizzato gli incontri. L’iniziativa si è svolta con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia e grazie al supporto tecnico di MomArte, che ha fornito tutto il materiale artistico utilizzato durante i laboratori didattici.
Il progetto “Raccontiamo l’Arte – Colori, Suoni e Carte in Movimento” ha accompagnato i bambini della classe terza della scuola primaria Tassoni in un percorso creativo articolato in tre incontri, dedicati alla scoperta di tre grandi artisti del Novecento: Joan Miró, Wassily Kandinsky e Henri Matisse.
Attraverso colore, segno, suono, ritaglio e movimento, i bambini hanno avuto la possibilità di vivere l’arte non solo come tecnica, ma come esperienza sensoriale ed espressiva, entrando in contatto con la propria immaginazione, le emozioni e il proprio personale modo di stare nel processo creativo.
Ogni incontro è stato accompagnato da un sottofondo musicale pensato per sostenere concentrazione, ascolto e immersione creativa, creando un’atmosfera accogliente e stimolante in cui i bambini potessero sentirsi liberi di esprimersi.
Le forme che danzano – Joan Miró

Nel primo incontro, ispirato a Miró, i bambini hanno esplorato il gioco delle forme, dei segni e dei colori attraverso collage e pastelli a olio su cartoncino nero.
Fin da subito è stato possibile osservare la ricchezza e l’unicità di ciascun bambino: alcuni si sono immersi spontaneamente nel gesto creativo, lasciando fluire liberamente la mano sul foglio, altri hanno avuto bisogno di più tempo per lasciarsi andare e staccare maggiormente la mente dal controllo.
Il laboratorio ha favorito una libera espressione all’interno di uno spazio comunque contenitivo e rassicurante, permettendo ai bambini di sperimentare fantasia, movimento ed equilibrio.
Molti di loro hanno realizzato più elaborati nello stesso incontro, mostrando entusiasmo, curiosità e desiderio di raccontarsi attraverso immagini e simboli personali.
La musica dei colori – Wassily Kandinsky

Nel secondo incontro il gruppo ha scoperto Kandinsky attraverso un laboratorio dedicato alla relazione tra suono, colore ed emozione.
L’utilizzo degli acquerelli — materiale più fluido ed espansivo — ha portato un’energia differente all’interno del gruppo: il processo creativo si è fatto più intuitivo, libero e dinamico. I bambini hanno ascoltato la musica trasformandola in colori, forme e vibrazioni personali, sperimentando il dialogo tra percezione sonora ed espressione visiva. Ogni bambino ha interpretato l’esperienza in modo differente: qualcuno è rimasto vicino allo stile dell’artista, altri si sono lasciati trasportare completamente dal gesto e dall’istinto creativo, dando vita a opere astratte e spontanee. È stato particolarmente interessante osservare come ciascuno abbia attribuito significati e titoli personali alle proprie creazioni, portando nel foglio emozioni, immaginazione e vissuti interiori.
Il giardino di carta – Henri Matisse

L’ultimo incontro, ispirato a Matisse, ha visto i bambini lavorare attraverso il collage e il ritaglio di forme fluide e armoniche. Nonostante il ritaglio rappresenti uno strumento più strutturato e contenitivo, molti bambini si sono immersi profondamente nel proprio elaborato, scegliendo di dedicarsi con concentrazione e attenzione a un’unica composizione, prendendosi tempo e spazio per costruire il proprio “giardino di carta”. Anche in questo laboratorio sono emerse diverse modalità espressive e relazionali: chi lavorava in autonomia e silenzio, chi cercava condivisione e conferme, chi si raccontava attraverso le parole e chi attraverso immagini e forme.
Uno spazio libero di espressione
Durante tutto il percorso è stato fondamentale creare uno spazio non giudicante, in cui ogni bambino potesse sentirsi libero di esprimersi secondo i propri tempi, il proprio carattere e la propria sensibilità.
I materiali artistici, insieme alla presenza costante della musica, hanno stimolato aspetti differenti del mondo interiore dei bambini: il segno, il colore, il movimento, l’intuizione, l’ascolto, la fantasia e la relazione con gli altri.
La musica ha accompagnato ogni laboratorio come uno spazio invisibile di ascolto e presenza, sostenendo il fluire creativo dei bambini e contribuendo a creare un clima disteso, immersivo ed empatico. L’esperienza ha permesso di osservare quanto il linguaggio artistico possa diventare uno strumento autentico di espressione, ascolto e scoperta di sé, favorendo creatività, presenza, empatia e consapevolezza.
Come conclusione del progetto, insieme alla maestra Alessandra, è stata realizzata una piccola mostra all’interno della classe con gli elaborati dei bambini, trasformando lo spazio scolastico in un luogo ancora più vivo, colorato e narrativo.

Un grazie speciale va ai bambini, che con la loro spontaneità, sensibilità e unicità hanno reso ogni incontro ricco di significato, bellezza e autenticità.
Barbara Bonacini, arte terapeuta


