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La Pixel Art non è mai stata così bella

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Lorenzo Cantaluppi è un giovane artista appassionato del suo lavoro e spinto dalla ricerca per l’estetica e da tanta creatività.

Ciao Lorenzo, raccontaci un po’ chi sei.
«Ciao, sono Lorenzo, ho 24 anni, vivo a Cantù (Co), città conosciuta per una grande tradizione di artigiani falegnami, come mio padre. E’ stato probabilmente lui a trasmettermi una forte passione per l’estetica e per l’arte che mi ha spinto a pensare in modo creativo e innovativo».

Parlaci della la tua passione per l’arte e nel dettaglio per la pixel art, tecnica che utilizzi per realizzare le tue opere.
«Come dicevo, penso di aver sempre avuto una passione per l’arte, fin da piccolo mi è sempre piaciuto disegnare, in particolar modo mi piacciono i colori, possono esprimere emozioni senza l’uso delle parole. L’approccio con il gigantesco mondo della pixel art, è avvenuto in modo piuttosto diretto, ovvero, prima dei miei lavori gli unici contatti avuti con questa tecnica erano stati delle immagini viste su instagram o facebook.
Ora, invece, posso dire di aver anche conosciuto uno dei primi e più importanti pixel artist italiani come Andrea Polenghi, noto per le sue opere realizzate con le cannucce di plastica colorate».

Vogliamo sapere tutto su come nascono le tue creazioni. Dall’idea di usare un determinato soggetto, come lo realizzi e anche i tempi di lavoro…
«I miei lavori nascoscono durante il periodo pandemico. Nel marzo 2020, ho deciso di lavorare presso l’HUB vaccinale di Lurate Caccivio come amministrativo per contribuire attivamente alla lotta contro il Covid-19. Una mattina, durante un turno di lavoro, ho notato che centinaia di tappi per gli aghi delle siringhe utilizzate per somministrare i vaccini venivano destinati alla raccolta differenziata della plastica. Ho iniziato a raccoglierli e ho notato che i tappi si differenziano tra loro per altezza in base all’utilizzo dell’ ago, aspetto fondamentale per creare profondità e giochi d’ombra nei soggetti. Successivamente, sono passato alla colorazione, sperimentando diverse tecniche, partendo dall’immersione dei tappi fno ad arrivare ad oggi dove li preparo su file di polistirolo e li coloro con l’aerografo. Infine l’applicazione, incollandoli su una tavola di legno. Con le prime esposizioni mi sono subito accorto che era necessario coprire e proteggere i lavori, d’istinto le persone toccano i tappi ed è capitato si staccassero. La soluzione a questo problema è stata coprirli con teche in plexiglass che riparano e rendono più eleganti i lavori. Le tempistiche variano in base alle dimensioni, le più grandi mi impegnano per quasi 3 settimane tra colorazione ed applicazione».

C’è un soggetto prediligi raffigurare?
«Mi piace raffigurare ritratti, in particolare, volti di personaggi famosi perchè attraggono l’attenzione e permettono di catturare l’unicità delle persone».

Crei opere anche su commissione?
«Sì, apprezzo l’idea che qualcuno possa avere una mia creazione nel proprio negozio o casa».

Se c’è una tua opera a cui sei più legato.

«L’opera a cui tengo particolarmente è “La ragazza con il nastro per capelli” ispirata a Roy Lichtenstein, finalista premio ARTE 2023 esposta al Museo della Permanente a Milano.
Questa è stata una delle mie prime creazioni di dimensioni considerevoli (50 cm x 50 cm) ed ha giocato un ruolo determinante nel darmi la spinta necessaria per immergermi completamente in questo progetto».



Cosa ti ha dato (o ti dà tuttora) il realizzare questo tipo di opere, sia in termini di esperienze che di emozioni.
«Devo ammettere che trovo estremamente gratificante condividere opinioni e riflessioni sui miei lavori, specialmente con persone che non conosco. Inoltre, in questi mesi, ho avuto l’opportunità di esplorare diverse città e incontrare molte persone. Tuttavia, è solo l’inizio del mio percorso e spero di vivere molte altre esperienze stimolanti in futuro».

Quali sono i tuoi progetti.
«Sicuramente partecipare tra pochi giorni alla 18° edizione di “ArteGenova” (dal 16 al 18 febbraio), per poi spostarmi a Parma a marzo».

Una curiosità prima di salutarci.
«Più che una curiosità vorrei salutarvi con un indovinello che mi piace sempre fare. Secondo voi quanti tappi ho utilizzato per comporre la mia opera dedicata al Diez, Maradona? (la potete trovare sul mio profilo instagram @lorenzocantaluppi__ con annessa risposta).
Insieme a “Queen Elizabeth”, “Bob Marley” e “Chiara Ferragni” è una delle più grandi che ho realizzato, misure 80 cm x 80 cm. Il mio desiderio è di riuscire, prima o poi, a portare l’opera a Napoli, esponendola in qualche ristorante o locale dove possa essere apprezzata».

I link dell’artista

Scopri il video che abbiamo dedicato all’artista

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