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L’Arte come un giardino di pensieri, sogni ed emozioni

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Cecilia Battaini, un’artista, illustratrice e surface designer ma non solo, un vero e proprio vulcano di idee. Il suo percorso è raccontato da tanto lavoro fatto con la passione di chi ha nel cuore la necessità di fare arte.

Breve presentazione.
«Sono un’artista, illustratrice e surface designer, di base al momento a Milano, dove sono nata e cresciuta. Mi definisco “un fiore in mezzo ai fiori”, siccome queste meraviglie della natura sono il mio soggetto preferito. Inoltre, per definire la mia poetica utilizzo la parola “giardino”, perché attraverso questo giardino esprimo i miei pensieri, sogni, emozioni, sensazioni e ricordi. Finito il liceo, ho studiato per tre anni Fashion Design all’Istituto Marangoni di Milano, dove mi sono specializzata nella creazione di stampe per tessuto, per poi integrare queste mie competenze con brevi corsi estivi presso la Central Saint Martins di Londra. In queste sedi ho imparato le basi di quello che è il mio procedimento artistico attuale: scannerizzare i miei disegni realizzati a mano, interamente con matite colorate, e trasformarli al computer in pattern, composizioni che si ripetono all’infinito e possono essere stampate su qualsiasi superficie. Disegno a mano ogni singolo elemento, ossia ogni singolo fiore, poi attraverso Photoshop li combino tutti insieme per dare vita ai miei pattern. Mentre per quanto riguarda il disegno sono autodidatta, le conoscenze riguardo alla realizzazione dei pattern ed all’uso di Photoshop derivano dai miei studi di moda e dalla mia esperienza lavorativa in questo campo. Ho infatti lavorato per qualche anno come disegnatrice di stampe, grafica ed esperta di tendenza per un marchio di moda».

Tu realizzi anche illustrazioni.
«Oltre ai pattern, mi dedico anche a illustrazioni e a stampe piazzate, però sempre in ogni caso i miei disegni a mano vengono digitalizzati. Infatti in questo modo possono essere stampati su diverse tipologie di prodotti, non unicamente su tessuti. Ormai sono una surface designer in piena regola, per quanto sia partita proprio dal disegno per tessuto, però ora mi dedico a una maggiore gamma di mercati. Concedo i miei disegni in licenza oppure creo disegni originali su commissione per brand di cosmetica, abbigliamento, carta da parati, cartoleria e molto altro, senza dimenticare tutti i miei shop su siti print-on-demand come Society6, Spoonflower e Teepublic. Questi siti permettono ad artisti di caricare i propri disegni e vederli stampare sull’intera gamma di prodotti offerti in vendita al pubblico, dagli accessori agli arredamenti per la casa, dall’abbigliamento a tutto l’occorrente per pc, telefoni e tablet. Chi mi conosce bene sa che possiedo cover per telefono, borracce, asciugamani, tovaglie, strofinacci e tanti altri oggetti tutti stampati coi miei fiori». 

Hai altri siti su cui acquistare le tue opere?
«Questo non è l’unico modo per acquistare i miei disegni. Al seguente link si possono trovare raggruppati tutti i miei shop online, dai siti print-on-demand alle collezioni create in esclusiva, come le t-shirt e le tote bag per Toro&Moro, fino alle piattaforme e-commerce che rivendono le opere che realizzo io a mano, come Looking For Art Milano e Kooness.

Sono tanti siti, siamo contenti per te e per chi apprezza il tuo lavoro.
«Balza subito all’occhio quanti siano, ed il motivo è presto svelato: per ogni vendita guadagno una piccola commissione, quindi ovviamente più sono meglio è! Su questi siti si può trovare un’ampia gamma di prodotti, dalla carta da parati all’abbigliamento, dagli accessori per la casa ai biglietti d’auguri. Al momento non possiedo un mio e-commerce personale, ma è uno dei progetti su cui sto lavorando e che spero di avviare entro la fine dell’anno. Ho appena fatto rifare il mio sito, che mi funziona da portfolio, e molto presto lo implementerò. Attraverso esso venderò tutto ciò che faccio io a mano, ossia il mio calendario, le mie stampe da incorniciare, che stampo su carta riciclata, e i miei quadri, stampati su tessuto. Per dare un’occhiata a questi miei prodotti, rimando al mio profilo Instagram @ceciliabattaini. Chiunque sia interessato all’acquisto, a una commissione oppure a una personalizzazione, può contattarmi attraverso esso oppure attraverso la mia email cecilia.battaini@gmail.com»

Tu ti sei definita “un fiore in mezzo ai fiori” e loro sono il tuo soggetto preferito, da dove nasce questa tua passione?
«Su commissione lavoro su un’ampia gamma di soggetti, tuttavia la mia produzione artistica personale è essenzialmente incentrata sui fiori. A prima vista, i fiori sembrano delicati e vulnerabili. Tuttavia si tratta solamente di un’apparenza. Sono in grado di crescere perfino nei luoghi più inospitali, tra le sabbie del deserto oppure in bilico tra le rocce, dimostrando una forza e una resistenza non comuni. Probabilmente per questo avverto una connessione speciale con essi. Vi vedo rispecchiata la mia crescita come persona e artista. Ho cominciato a disegnare mentre ero ricoverata in ospedale, come una sorta di arte terapia. Avevo quindici anni, soffrivo di disturbi mentali e alimentari da anni. L’arte è stata una delle cose che mi ha salvato. Non riuscivo mai a liberarmi la testa dai brutti pensieri, tranne quando disegnavo fiori, copiandoli dai manuali di illustrazione botanica che mi avevano regalato per passare il tempo. Per lungo tempo è stato l’unico luogo dove potessi trovare un minimo di pace. Dalle mie cicatrici, dal mio dolore, ho cominciato a far crescere i miei fiori. Delicati ma resistenti».

E lì che hai capito che l’arte sarebbe stata la tua strada?
«Da allora non ho più smesso di disegnare, tuttavia non mi sono mai considerata un’artista fino a poco tempo fa. Non credevo sarebbe stata la mia strada. Tuttavia, i miei fiori col tempo hanno cominciato a diventare qualcosa di più. Da confortante rifugio si sono evoluti nel mezzo espressivo più efficace per me. Riesco a esprimere me stessa in un modo molto più efficace che a parole, essendo estremamente timida e introversa. Rispecchiano quello che c’è sotto la superficie e che tendo a non mostrare agli altri: colori vividi e sgargianti, fiori che sbocciano uno dopo l’altro, dando vita a rigogliosi e variegati giardini. A lungo li ho considerati solamente un passatempo, niente di veramente importante. Diciamo pure che sono state le persone attorno a me, quelle in cui mi sono imbattuta nel corso degli anni, a comprenderlo prima di me. Fin da quando ho cominciato a disegnare, c’era sempre qualcuno pronto a dirmi che i miei fiori sarebbero stati perfetti su carta da parati, t-shirt, e molti altri oggetti. Io non ci credevo come tanto. Non la vedevo come la mia strada. Anche se dopo il liceo classico ho deciso di studiare moda, non ero affatto sicura che in futuro avrei scelto quella professione. Penso sia naturale essere indecisi sul proprio futuro. Lo ero ancora quando cominciai a lavorare nella moda finiti gli studi, disegnando stampe e grafiche per un brand italiano, ambito in cui mi sono specializzata durante gli anni dell’accademia. L’illuminazione mi venne all’improvviso, quando ero entrata nel mondo del lavoro già da un po’. Una mattina stavo disegnando dei fiori, quando così, all’improvviso, compresi che era quello a cui avrei voluto dedicare la mia vita. Accadde più o meno cinque anni fa, quando avevo ventitré anni. Cominciai a cercare commissioni per disegno su tessuto, a cui poi piano aggiunsi anche illustrazioni e surface design in generale. Negli ultimi anni ho anche cominciato a lavorare ai miei prodotti, come i quadri, che sono stampati su tessuto, le stampe da incorniciare, le magliette e il calendario. In questi anni ho fatto tanti errori, dovendo imparare completamente da sola nozioni di marketing e imprenditoria, fotografia di prodotti e per i social, ogni aspetto del business d’arte in generale. E ne commetto ancora, perché ho ancora molto da imparare. La pandemia mi ha permesso di concentrarmi sulla mia carriera artistica, definirla meglio, lavorare sulla comunicazione e su tanti altri aspetti ancora. La strada è ancora tanta, perché il mio sogno sarebbe potermi mantenere grazie ai miei giardini e purtroppo questo non è ancora possibile. Ma non ho alcuna intenzione di rinunciare a questo sogno e fermarmi».

C’è un libro, un film o una canzone che ti ha in qualche modo influenzato o appassionato.
«Come se non fosse abbastanza, la mia canzone preferita parla proprio di questo. Sono una grande appassionata di cinema e anche la musica che ascolto proviene da musical e colonne sonore. Pertanto, parlando della canzone che mi ispira non posso non tirare in ballo anche il film da cui proviene. Vedere al cinema i primi minuti di “La La Land” è stata un’esperienza inimmaginabile. La canzone presente nella sequenza d’apertura, “Another Day of Sun”, fu per me un colpo di fulmine. Non riesco a fare a meno di canticchiarla tutti i giorni, anche quando le cose vanno male. Perché la forza della canzone sta proprio in questo. Racconta di quanto sia difficile vivere come artisti, di tutti i non che si ricevono, di tutti i lavoretti che si è costretti a fare per mantenersi, di quanto sia faticoso inseguire questo sogno. Ma al tempo stesso, estremamente appagante. Non si parla di rinunciare, nonostante tutte le difficoltà, ma di quanto si continui a perseguire, perché ogni giorno che sorge è un nuovo giorno di sole. Non si può dedicare la propria vita ad altro. Potrei spingermi a dire che questa canzone rappresenta la mia vita, perché in effetti è esattamente così».

Stai lavorando a qualche progetto in particolare o vorresti realizzare?
«Sono un vulcano di idee in perenne attività. Non lavoro mai a un solo progetto alla volta. Sono incapace di stare ferma. Cerco ovviamente di non lavorare a troppi progetti in contemporanea, tuttavia per me fermarsi sarebbe la fine. Sono molto orgogliosa della mia capsule collection di t-shirts e tote bag per Toro&Moro, lanciata a inizio anno. Oltre ai miei fiori, a farla da padrone sono le mie illustrazioni di animali circondate da fiori, una serie che ho iniziato durante la pandemia e che pian piano sto ampliando – la precedenza va sempre ai fiori ovviamente! Ogni qual volta non mi dedico ai fiori, e lavorando su commissione mi capita, vado sempre un po’ in crisi perché mi chiedo se ciò che creo verrà apprezzato allo stesso modo. Devo ammettere che finora ho sbagliato a preoccuparmi, perché ho ricevuto solamente apprezzamenti positivi! Non credevo che i miei animali sarebbero stati così ben accolti. Ne ho concessa la licenza anche per biglietti d’auguri per Wuzci e li vendo anche come stampe da incorniciare. Saranno anche disponibili nel mio e-commerce, che spero di lanciare entro la fine dell’anno.  Inoltre presto dovrei lanciare anche collezioni per altri marchi. Per scaramanzia non vi dico di che prodotto si tratta, ma per me sarà un sogno diventato realtà!»

Cosa non deve mai mancare mentre lavori?
«Sembrerà banale, ma la cosa di cui ho più bisogno è lo spazio. Un tavolo ampio dove poter stendere tutto il mio materiale, i fogli, le matite, il computer. Una stanza ampia, dove finirò per spargere disegni in ogni parte possibile, dalle pareti a ogni mobile a mio disposizione. Devo sentire e vedere la mia arte attorno a me».

Una curiosità prima di lasciarci.
«Ho un debole per i viaggi e le esplorazioni. Il mondo attorno a me è la mia principale fonte di ispirazione. Due cose porto sempre con me. Una è il mio telefono, pronto a catturare in fotografia quel particolare che ha catturato la mia attenzione. Solitamente sono piante o fiori, ma possono anche essere i colori di cui si tinge il cielo al tramonto, un particolare di un quadro o di una scultura, i riflessi della luce sulla massa acquatica dell’oceano… L’altra è tutto l’occorrente per disegnare, blocco da disegno in primis. Se non riesco a trovare qualche minuto per disegnare ogni giorno, manca qualcosa. Sono proprio le ispirazioni tratte dai miei viaggi a suggerirmi il criterio secondo cui creo le collezioni di pattern in cui raggruppo i miei giardini. BALI, WADI RUM, MALAYSIA e OMAN sono state tutte ispirate dai corrispettivi viaggi. Ed esattamente come ogni giardino, continuano a crescere in modo organico, perché non ho ancora esaurito di lavorare a tutte le innumerevoli foto che ho preso. Lo stesso vale per le altre collezioni in cui ho suddiviso le mie creazioni, tanto quelle di pattern (LIGHT, DARKNESS, DREAMS, VOICES) quanto quelle dedicate alle stampe da incorniciare (MAGIC, GARDENS, SPARKLE). Quando non viaggio, ci sono i giardini e i parchi della mia città ad ispirarmi. Passeggiare in mezzo ad essi mi distende come solo il disegno sa fare».

I link dell’artista

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