cop-antonietta-reccia

Tecniche diverse per uno stile realista

Condividi su
Antonietta Reccia pittrice, artista che ogni giorno trova tempo per la sua produzione artistica. Tra le diverse tecniche che utilizza, un posto importante ce l’ha quella del puntinismo.

Breve presentazione.
«Sono Antonietta, ho 51 anni, vivo a Frascati in provincia di Roma». 

Quando ti sei avvicinata all’arte e cosa vuol dire per te dipingere.
«Pur non avendo mai frequentato istituti d’arte, mi dedico al disegno praticamente da sempre. Da bambina ho iniziato con matite e pennarelli, poi nel tempo ho sperimentato diverse tecniche. Dipingere per me è un pensiero costante e l’obiettivo di ogni giorno per il quale riesco sempre a trovare tempo, anche se si tratta solo di mezz’ora. Lavoro, casa e famiglia sicuramente mi impegnano molto, ma anche solo l’avere un piccolo spazio per me e per la mia arte mi rigenera, mi incoraggia e mi rinforza! Come dico sempre…. è il rifugio dell’anima!»

Che tipo di tecnica usi per le tue opere.
«Mi piace molto dipingere ad olio e anche ad acquerello. Ma la mia passione è la china nera e gli ecoline».

Tu hai realizzato anche opere con la particolarissima tecnica del Puntinismo, come mai questa scelta.
«La scelta del Puntinismo nasce per caso ad un corso frequentato quando avevo circa 20 anni dove sperimentai per la prima volta l’utilizzo della china, tecnica mai più abbandonata. Il fatto curioso è che, “puntinando” negli anni, ho ricordato all’improvviso un grande disegno su un cartoncino celeste che portai al mio esame di terza media.  Il soggetto era una grande farfalla blu e altre gradazioni di azzurro realizzata con la tecnica del puntinismo e l’utilizzo di pennarelli. Mi riuscì molto bene e fui felice di sentire la mia insegnante chiedermi di poterselo portare a casa. Quindi forse il puntinismo faceva già parte di me».

Come descriveresti il tuo stile.
«Posso descrivere il mio stile come quello di una romanticona: amo dipingere i fiori e i corpi umani, quasi sempre di donne vestite solo di pizzi e veli. Con la pittura posso giocare libera coi pennelli a volte anche improvvisando direttamente sulla tela, con la china mi riscopro più metodica e paziente con l’obiettivo di un lavoro di precisione. Ma a prescindere da esse il mio obiettivo è sempre la resa realistica».

Cosa raffiguri nelle tue opere e centra la tecnica che usi?
«Come precedentemente accennato i soggetti che prediligo sono corpi umani e fiori; per la precisione spesso nei quadri ad olio i soggetti più ricorrenti sono donne le cui vesti sono caratterizzate dalla trasparenza perciò parliamo di veli o pizzi, ma anche fiori colorati mischiati fra loro per creare contrasti cromatici o più semplicemente fiori in armonia con lo sfondo. Per quanto riguarda le chine invece posso dire di non avere dei soggetti ricorrenti; amo ritrarre la botanica, ritratti di donne e bambini o attimi fuggenti della vita. Nell’ultimo periodo, inoltre, ho iniziato uno studio a china che vede come soggetti principali il marmo e le statue».

Cosa non deve mai mancare quando lavori.
«Quando lavoro ho sempre un sottofondo musicale dolce e rilassante, come per esempio le melodie celtiche.  Inoltre sono sempre accompagnata da una tisana o una tazza di tè nella quale spesso, troppo presa dal dipinto in creazione, finisco inevitabilmente con l’emergere il pennello dentro!!!»

C’è un’opera a cui sei particolarmente legata?
«Ci sono tantissime opere che adoro, e tanti stili. In questo momento mi viene in mente un quadro ad olio di Ivan Pili, artista contemporaneo, intitolato “Vecchia donna alla fontana” che trovo assolutamente meraviglioso. Un’altra opera che amo è “Ragazza con l’orecchino di perla” di Vermeer… oltre alla resa dei colori, il forte realismo del velo, l’orecchino inserito in un contesto così semplice e umile, trovo molto interessante guardare le diverse riproduzioni e versioni che negli anni sono state fatte di questa meravigliosa opera. Ad esempio in un museo in Olanda vidi questa rivisitazione della “Ragazza con il turbante” la quale era stata “sostituita” da una donna africana; l’ho trovato originale e bellissimo!».

Stai lavorando a qualche progetto in particolare?
«Ho un progetto tra le mani che mi rende euforica. Spero di portarlo presto a termine e di mostrarlo il prima possibile. Più nello specifico si tratta di chine a puntini che hanno come protagoniste alcune opere famose!»

Una curiosità prima di lasciarci.
«Più che una curiosità forse un ricordo: per il mio matrimonio, 25 anni fa, dipinsi 130 quadri come bomboniere e mio marito me li incorniciò tutti… Eravamo una vera e propria squadra! E soprattutto lo siamo ancora perché è tutt’ora il mio corniciaio di fiducia!».

I link dell’artista

Scopri il video che le abbiamo dedicato

Comments are closed.