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«Penso di aver migliorato le mie abilità nel disegno più nelle ore di matematica che in quelle di arte»

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Alfio Capotorto, un giovanissimo illustratore e concept artist alla ricerca del suo stile, preferisce i soggetti futuristici e post apocalittici.

Breve presentazione.
«Sono Alfio, ho 21 anni e vivo ancora a Bergamo, la mia città natale. Sono un tipo abbastanza introverso, come credo la maggior parte dei disegnatori, anche per questo ho sviluppato molto presto una profonda passione per i videogiochi. Solo più tardi da adolescente ho scoperto di avere un forte amore anche per le moto e la guida sportiva. Nello stesso periodo mi sono messo a produrre musica elettronica e solo ultimamente ho cominciato anche mixare».

Raccontaci il tuo percorso artistico
«Posso dire di essere stato fortunato ad avere un padre disegnatore, che mi ha da subito trasmesso la passione per il disegno, come anche quella per il cinema e i videogames, che ispiravano i miei primi disegni. Ho frequentato il Liceo Artistico Statale della mia città, dove penso di aver migliorato le mie abilità nel disegno più nelle ore di matematica che in quelle di arte. Finito il liceo ho frequentato un master (3 mesi) specializzato in Concept Art, dove ho rinforzato le basi del disegno digitale e ho migliorato il mio workflow su Photoshop. Finito il master ho lavorato in uno studio grafico come tirocinante, ero estremamente sottopagato e non facevo nulla che mi piacesse, così ho cercato, e fortunatamente trovato, un’alternativa migliore in un altro studio che mi hanno assunto come illustratore, lì finalmente ho potuto lavorare su progetti più interessanti (anche per l’aspetto economico). Anche se ora ho terminato con loro questa collaborazione, continuo a disegnare e quindi ad “allenarmi” quotidianamente per riuscire a realizzare il mio sogno di diventare concept artist professionista».

Che tipo di illustrazioni realizzi e che destinazione trovano?
«Le mie illustrazioni sono ormai praticamente tutte digitali, i soggetti che scelgo variano molto perché devo ancora capire cosa mi piace davvero più di tutto, anche se tendenzialmente preferisco soggetti futuristici e post apocalittici. Per ora le illustrazioni che realizzo, sono quasi tutte per me e non sono ancora riuscito a monetizzarle, ma sto lavorando per trovare uno stile adatto alle stampe su vestiti».

Come definiresti il tuo stile?
«Di solito cerco di spingere verso il realismo, ma a volte mi piace anche rimanere su uno stile più cartoonizzato, soprattutto con i personaggi. Detto questo so perfettamente di dover ancora trovare il mio vero stile, ma ci sto lavorando».

Come nascono i tuoi personaggi?
«Disegno quasi solo con Procreate sul mio Ipad Pro, per i personaggi fatti più di getto comincio direttamente a sketcharli in bianco e nero, mettendo poi i colori su un livello sotto e infine ci dipingo sopra amalgamando il tutto. Per alcuni personaggi che ho realizzato per il mio portfolio, ho invece seguito il sistema di sviluppo usato di solito dai concept artist, partendo da delle silhouette basate su delle reference, sketchando varie ipotesi di come potrebbe apparire il personaggio, prove colori, studi di particolari e uno studio per un’eventuale illustrazione finale».

Nel 2018 sei stato concept artist per un videogioco, ce ne parli?
«La creazione del videogame in vr “Another Day” è stata la tesi finale del master che ho frequentato. E’ stato fatto tutto in un mese, la mole di lavoro era così assurda che l’ultima settimana quasi non abbiamo dormito, ma per la soddisfazione finale di avercela fatta ne è valsa la pena. Il mio ruolo è stato quello di external environment artist. In pratica dovevo disegnare la parte esterna della stazione spaziale dove era ambientato il gioco e definire un look per l’asteroide su cui era posizionata. All’interno di un team è essenziale la comunicazione, in particolare nel mio caso dovevo spesso parlare con la classe che si occupava di tutta la parte tecnica (modellazione, programmazione etc) per capire se i miei design funzionassero anche in un ambiente tridimensionale».

Cosa non deve mai mancare sul tuo tavolo da lavoro?
«Tavoletta grafica e un impianto audio che spinga 😉 mi piace disegnare con la musica a palla».

Quali progetti hai per il futuro?
«Non molto tempo fa ho mandato un portfolio a Syn Studio, una scuola di concept art a Montreal di livello avanzato. L’idea è quella di (se riesco ad entrare) portare le mie skill a un livello superiore e riuscire a entrare nel giro dell’industria dell’entertainment».

Hai qualche curiosità da raccontarci?
«Quando ero alle elementari le maestre erano tutte preoccupatissime vedendo che non uscivo mai a giocare con i compagni, ma rimanevo in classe a finire i miei disegni estremamente gore e macabri per la mia età. Hanno addirittura chiamato i miei genitori per parlarne e penso che vedendo che tipo era mio padre abbiano capito il perché io fossi così. Ormai è da un po’ di anni che mio padre è impazzito e non ne vuole più sapere di me, come di nessun altro immagino. Assurdo che la persona che più ha ispirato la mia arte sia ora l’unica che non mi supporta nel mio percorso».

Scopri il video dedicato all’artista

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