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Origami, la leggerezza attraverso un numero indefinito di pieghe

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Valentina Mannino è un’artista che si esprime attraverso l’antica arte giapponese degli origami. Ogni sua creazione è una storia su carta.

Breve presentazione.
«Mi chiamo Valentina, ho 39 anni e sono nata ai piedi di Mamma Etna. Ho studiato Storia del cinema e vissuto, sofferto, lavorato, sperimentato per molti anni lontano dalla mia isola, per ritornare nel 2012 e trovare finalmente me stessa».

Quando (o come) hai scoperto la tua passione per gli origami.
«Gli origami hanno bussato alla mia porta solo 4 anni fa, in un momento buio, difficile e annoiato, ma si sa, sono spesso i momenti migliori per aprirsi al nuovo, per rivoluzionare ancora la propria vita, per effettuare l’ennesima trasformazione. Un tutorial che passava su un social ha colpito la mia attenzione: ho provato a piegare la prima farfalla e da allora non ho più smesso!»

Per chi non conoscesse questa particolare tecnica o ne volesse sapere di più, cosa puoi raccontarci.
«Gli origami sono l’antica Arte giapponese di piegare la carta per creare fiori, animali, forme geometriche tridimensionali e tutto ciò che la nostra fantasia suggerisce. E’ strettamente legata alla spiritualità orientale, all’accettazione e alla trasformazione: come un foglio di carta, anche noi possiamo diventare qualsiasi cosa, e allo stesso modo un elemento fragile come la carta è un’ottima metafora di vita, destinata prima o poi non a terminare, ma a trasformarsi ancora. Piegare la carta aiuta a rilassarsi, è un po’ una sorta di pratica meditativa, riequilibra mente, cuore e anima».

Tu usi l’arte degli origami per creare…
«Proprio pensando al concetto di metamorfosi continua, creo tutte le mie opere, quindi non solo la scultura di carta, ma cerco di trovare anche un’applicazione nella vita di tutti i giorni: gioielli, accessori, quadri, lampade, installazioni, giostre per neonati, mazzi di fiori, decori natalizi, etc. Parto sempre da ciò che mi smuove nella vita, l’istinto: spesso visualizzo le mie opere prima di iniziare a piegare, altre volte sono loro a farmi capire cosa vogliono diventare, in modi bizzarri che se ve li raccontassi mi prendereste per pazza (o per visionaria amante di “Edward mani di forbice” :D). Il risultato finale deve raccontare una storia, dare un’emozione e per arrivare a questo posso impiegare poche ore o giorni interi di fallimenti, prove, tentativi. Provo ad utilizzare tutte le carte, da quelle pregiate (washi, che è patrimonio Unesco, realizzata a mano con foglie di gelso, o tissue foil con la seta) da origami a quelle dei giornali o dei libri, riciclo ogni materiale (stuzzicadenti, fil di ferro, sabbia, pietre, rami di alberi) e ho anche creato una mia carta da origami, omaggio alla mia amata isola, con le stampe delle maioliche siciliane e addirittura con i semi delle carte da gioco siciliane».

Dove è possibile ammirare il tuo lavoro.
«Molte delle mie creazioni si possono acquistare sul mio sito www.kamiorigami.com ma tutto quello che produco viene pubblicato sui social: Instagram @kami_origami e facebook https://www.facebook.com/KAMIorigami

Oltre alla creazione di oggetti di carta, tu ti dedichi anche all’insegnamento.
«I laboratori di origami sono una parte importantissima del mio lavoro, anche tra le più divertenti, perché i bambini sono molto sensibili alla meraviglia e si stupiscono ancora, quindi per loro creare con la carta è un momento di gioco ma anche di sviluppo della coordinazione occhio-mano e delle capacità manuali. Insegno nelle scuole, vado a casa per feste private o nelle librerie, associazioni, eventi culturali e si crea sempre un’atmosfera unica. Anche con gli adulti ho fatto bellissimi percorsi durante i miei workshop: con una tisana e tanta carta colorata abbiamo sciolto le ansie della vita quotidiana creando mandala, fiori, fino ad arrivare, acquisendo le principali tecniche di piega, alla pura improvvisazione e alla creazione quindi di origami nuovi e originali. Sia ai più grandi che ai piccoli insegno l’Arte della leggerezza, che non è solo piegare la carta ma è anche l’amore per l’errore, per il fallimento in un certo senso, per dirla alla maniera di Beckett (Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better), ha molto più valore e senso profondo chi cade e si rialza che chi non cade mai, e non impara mai».

Hai un progetto particolare a cui ti stai dedicando o vorresti realizzare?
«Il progetto al quale mi sto dedicando in questo momento è un’opera collettiva di beneficenza: ho coinvolto amici, parenti, contatti e loro hanno fatto altrettanto, e mi hanno dato ben 1000 frasi diverse, tra aforismi, canzoni, citazioni, pensieri e riflessioni sulla vita, la speranza, la pace. Queste mille frasi che ho raccolto sono diventate 1000 gru di carta che andrò a collocare su un pannello a formare il logo di Emergency, la creatura di Gino Strada. Venderò quest’opera e il ricavato andrà proprio a chi prova, sul campo, a fare del bene al prossimo, a mettere bellezza e speranza in questo mondo martoriato. Sono quasi alla fine, sto assemblando le gru (sono 1000 perché una leggenda giapponese dice che, se si piegano 1000 gru di carta, un desiderio che esprimi si realizzerà) e sono emozionatissima e curiosa di vedere cosa diventeranno tutti questi pensieri positivi che volano vicini».

Cosa non deve mai mancare quando crei.
«Quando creo non deve mai mancare la musica giusta, le fusa dei miei gatti e qualche infuso o tisana da sorseggiare».

Una curiosità prima di lasciarci.
«Ve ne dico due: sono mancina e sto scrivendo un romanzo (il mio secondo) sul Cammino di Santiago, esperienza unica che mi ha cambiato la vita».

I link dell’artista

Scopri il video che le abbiamo dedicato

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