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La calligrafia per elevare la bellezza delle cose

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Mattia Allegro in arte Mad Hatter è un illustratore e calligrafo che con vera determinazione porta avanti la sua produzione di pezzi unici e originali grazie alla “bella scrittura”.

Breve presentazione.
«Mattia (Mad Hatter) Allegro, Veronese di 35 anni. Diplomato all’Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli di Verona nel 2010, da 10 anni interior designer nel settore dell’arredamento di lusso. Amante della musica inglese. In attesa che arrivi Alice per bere un buon té con il Leprotto Marzoline e al nostro amico Ghiro».

Quando e come è nata la tua passione per l’arte?
​«Ho amato l’arte nel momento stesso in cui ho iniziato ad usare i colori da piccolo, con il passare del tempo, l’arte ed io ci siamo allontanati, per ritrovarci prepotentemente all’università, da lì, tutta la mia vita ha preso una piega inaspettata, colorata, barocca e di lusso».

Tu sei illustratore e calligrafo, le due cose vanno a braccetto?
​«Avendo avuto la fortuna di lavorare con clienti di tutto il mondo mi sono potuto far ispirare da scenari indescrivibili e da richieste altrettanto bizzarre. L’illustrazione è parte integrante del mio lavoro e della mia vita, non solo quando scarabocchio su di un foglio al telefono, ma anche quando devo tramutare in realtà i desideri del committente. Con il passare del tempo, il disegno da semplice “hobby” è passato a “passione” fino ad arrivare ad “ossessione”, ecco, da quel preciso momento, ovvero da quando mi sono reso conto che non pensavo a null’altro che alla grafica, alle palette colore, agli abbinamenti cromatici e a come le persone potessero percepire la mia arte, lì, ho capito che dovevo osare ancora di più, mi ci dovevo dedicare ancora di più. ABNEGAZIONE credo sia la parola perfetta per descrivere il tutto. Rinunciare ai piaceri effimeri e temporanei della vita per concentrarmi nel costruire qualcosa di importante, la calligrafia è entrata in scena proprio in quell’istante ed è stato amore a prima vista, anzi, a primo tratto».

Per chi non conosce la calligrafia, puoi raccontare cos’è?
«La calligrafia dal greco calli bello e grafia scrivere, si identifica come la “Bella scrittura”, ovvero, disegnare segni in maniera armoniosa e proporzionata. Da distinguersi dalla grafia, che è la metodologia con cui tutti noi ci distinguiamo nello scrivere. 
Appurate queste basi, per me la calligrafia è uno strumento con il quale sono uscito dalla mia “safety zone” e mi sono lanciato in qualcosa che non conoscevo se non nei libri antichi, da lì, ho iniziato a praticare la calligrafia da autodidatta per poi partecipare a workshop, corsi e seminari. Grazie a CALLIGRAPHY ITALIA una grande community con la quale ho mosso i primi passi in questo mondo fatto di penne, pennelli, strumenti vari e colori di ogni provenienza, entrando così nella tana del Bianconiglio e non uscendone più. 
In Italia esiste inoltre, una via ufficiale per imparare questa antica arte che è l’ACI, Associazione Calligrafi Italiani, la quale vanta al suo interno i migliori calligrafi d’Italia conosciuti in tutto il mondo. Potremmo parlarne per ore, ma per fare chiarezza vi invito a visitare le due realtà oltre al mio profilo».

Che tipo di opere realizzi attraverso la calligrafia?
«Nel mio lavoro attuale la calligrafia purtroppo non ha molta richiesta, almeno per il momento, così, con il primo lockdown ho voluto scavare più a fondo, chiedendomi come poter far conoscere l’arte della scrittura e la mia arte a più persone possibili, cercando di emergere, ma cosa più importante di ispirare chiunque, il bello di questo strumento è che non ha età ed è apprezzato da grandi e piccini. Ho iniziato quindi a scrivere in maniera ponderata e “studiata” su qualsiasi cosa mi venisse a tiro, per elevarne la bellezza.
Fogli, cartoncini, vasi, foglie di magnolia, biciclette di legno per bambini, box per il vino, tavole da skate, magliette, scarpe fino ad approdare alle lavagne e quest’ultima scoperta ha aperto le porte a un mondo inaspettato e bellissimo, fatto di illustrazioni, parole e dettagli». 

Parlaci degli strumenti che usi?
«Non ho uno strumento preferito, mi piace sperimentare e scoprire cose nuove, nuovi strumenti, colori, inchiostri e chi più ne ha più ne metta. Nel mondo del digitale (youtube o instagram) tutto sembra bellissimo, immediato e semplicissimo da realizzare. Quando però ti cimenti in qualcosa per la prima o per la centesima volta, realizzi che ci vuole tempo e pazienza. Ecco, potrei dire che uno strumento che ho imparato ad apprezzare è la pazienza, la realizzazione di un progetto talvolta richiede giorni, settimane e quindi devi pazientare per terminarlo. Altri invece escono bene la seconda volta che li provi, ma “Non è sempre domenica” e quindi, foglio alla mano, si progetta e se necessario (molto spesso) si ricomincia da capo».

Qual è il tuo messaggio artistico.
«Un messaggio artistico? Beh, posso dire a chiunque abbia un progetto in testa, grande, piccolo, bizzarro, strano, che solo lui comprende BUTTATI! BUTTATI, non hai nulla da perdere, provaci, continua a crederci, nessuno ci crederà mai quanto te, soprattutto all’inizio. Sarai solo con il tuo sogno, tienilo stretto e corri fino alla meta. Non lasciarti abbattere dalle difficoltà che incontrerai lungo il percorso, continua a pensare al tuo obiettivo, vedrai che se la tua meta sono le stelle, quando sarai là su, il panorama sarà bellissimo e chi ha creduto in te senza remore, rimarrà con te tutta la vita. 
Come diceva Gabriele D’Annunzio “Credi nel tuo sogno se pur ti tormenta”».

Cosa non deve mai mancare sul tuo tavolo da lavoro?
«Non deve mai mancare una tazza di caffè e della buona musica, il resto arriverà da solo».

Hai qualche progetto particolare a cui stai lavorando o vorresti realizzare?
«Verona ha da sempre un grande movimento di writers, mi piacerebbe realizzare assieme a loro un progetto grande, che chiunque possa vedere e possa trarne beneficio, rendendo ancora più bella la mia città». 

Una curiosità prima di lasciarci.
«Sapete dirmi perché un corvo assomiglia a una scrivania?»

Scopri il video dedicato all’artista

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