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Geometrie e colori, note di opere vibranti e armoniose

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Giovanni Della Nera è un artista che racconta la sua passione per l’arte attraverso opere dallo stile intuitivo simbolico. La sua esternazione artistica, fatta di note e colori, ci fa apprezzare la spontaneità delle emozioni.

Ciao, raccontaci brevemente chi sei.
«Sono Giovanni, nato in Calabria e residente in provincia di Bologna da diversi anni. All’inizio, terminato un percorso di studi triennale come tecnico del suono, ho cominciato ad appassionarmi alla musica elettronica ed alla produzione. Poi, spinto da una necessità di indipendenza ed autonomia immediate, ho lavorato in diversi ambiti, fino a un impiego in un’azienda meccanica del bolognese, lavorando come magazziniere per 5 anni. Nel tempo libero, ho iniziato a perfezionare e dedicarmi alle arti visive, cosa che in modo altalenante ho portato avanti fin da ragazzino. In questi anni, perdendomi nel flusso creativo, ho sviluppato tecniche molto personali, frutto di esternazioni intuitive di armonie, geometrie e astrazioni simbolico-figurative oltre che di risonanze e ricerche nei più disparati ambiti artistici e stilistici».

Quando hai capito e deciso di essere un artista.
«Quando ho realizzato che la sensibilità e l’intelligenza intuitiva, che mi hanno sempre caratterizzato fin da bambino, stavano pian piano trovando sfogo coerente ed appagante nell’esternazione artistica, prima solo nella musica e poi anche nell’artigianato artistico ed arti visive».

Tu usi diverse tecniche, raccontaci quali sono.
«Il modo con cui opero, sia nella musica che nelle arti visive, è estremamente intuitivo e rapido, iniziando le opere da forme e tratti semplici, sviluppando progressivamente pattern sempre più complessi, intricati e simbolici da cui spesso prendono vita immagini evocative, allegorie o scenari particolarmente evocativi e singolari. Preferisco attualmente la china e gli inchiostri in generale, ma spazio poi dagli acquerelli ai pastelli ad olio, fino ai più classici olio ed acrilico su tela, in continua evoluzione e sperimentazione».

Come nascono le tue opere, dall’idea alla scelta della tecnica.
«Nel modo più semplice possibile… quando ho voglia ed ispirazione semplicemente inizio di getto, scegliendo intuitivamente e senza pianificazione razionale supporto, dimensioni, tecniche e colori. Spesso lasciando alla caoticità un ruolo di primaria importanza e spesso mescolando stili e intenzioni».

Come definiresti il tuo stile.
«Espressionismo intuitivo simbolico».

Qual è il tuo messaggio artistico.
«La potenza della spontaneità, guidata dalla connessione con la natura, ed i suoi modelli di armonia e libertà. Ciò che può trasparire molto facilmente dal mio operare, sono la vera potenza e creatività che possono sgorgare una volta iniziato a sbloccare il reale potenziale umano, all’insegna della felicità, della salute, della forza e della socialità genuina e costruttiva».

Se c’è un’opera  a cui sei più legato.
«Più che un’opera in particolare, posso dire che lo stile tribale, cubismo e surrealismo hanno avuto un certo impatto».

Qual è il tuo sogno artistico.
«Diffondere il più possibile ciò che faccio, continuando sempre ad evolvere e mutare, cercando di creare sempre più una rete di persone consapevoli e sensibili, per espandere il fuoco dell’arte e dell’armonia come ulteriore presenza costruttiva ed educativa nel panorama della partecipazione umana».

Cosa non deve mai mancare quando lavori e/o nelle tue opere.
«L’assoluta libertà e spontaneità, oltre che contesto ambientale e sociale genuino e stimolante».

Una curiosità prima di lasciarci.
«Oltre che all’arte in senso stretto, pratico arti marziali, trail running e un po’ di calisthenics. Ho una dieta quasi esclusivamente a base vegetale e amo osservare ed investigare la natura più profonda delle cose, cullato spesso dal richiamo ancestrale della natura selvaggia e indomabile».

I link dell’artista

Scopri il video che gli abbiamo dedicato

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