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“Gloria”, un racconto per immagini

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Settimana dedicata all’orgoglio LGBT, settimana che inizia con un bellissimo progetto artistico, quello del fotografo di Paolo Ferrari. “Gloria” è stato pubblicato sul mensile FotoIt (Organo ufficiale della FIAF) nel Novembre 2018.

Ciao Paolo, per chi non ti conosce, racconta un po’ chi sei.
«Sono nato a Mirandola, cittadina del modenese, nel Gennaio 1978. Mai madre mi ha avvicinato fin da piccolo alle Belle Arti appassionandomi al disegno e alla pittura. Sono passato dai pennelli alla macchina fotografica quando a 25 anni ho iniziato a cercare un mezzo più rapido per mettere su carta la mia vena artistica. Vivo tra due mondi paralleli: quello del lavoro che mi vede Senior Machinery Safety Consultant navigando tra materie tecniche, Norme e Direttive, e quello del tempo libero in cui mi dedico quasi interamente a tutto ciò che è arte. Due mondi paralleli che convivono e si compensano.
Socio attivo del Photoclub Eyes EFI dal 2007, e socio FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) dal 2015, sono stato Direttore della Galleria FIAF di San Felice s/P (MO) dal 2017 al 2019. Negli stessi anni ho avuto la fortuna di essere anche Responsabile del Collettivo EyesYoung (Laboratorio del Dipartimento giovani del Photoclub Eyes), esperienza bellissima.
Sono stato riconosciuto talent senior FIAF nazionale nel 2018.
A livello internazionale sono stato esposto presso ImageNation (Daily Poetry & Atlas of Humanity) con il progetto “La lueur du soleil” in occasione del PARIS PHOTO 2019.
A livello nazionale per semplicità ricordo solo le ultime esposizioni in ordine di tempo: “Lilliput” presso l’Atelier ViaDueGobbiTre in occasione del Festival di Fotografia Europea (RE) nel Maggio 2020, “L’ordine delle cose” presso Il Museo della fotografia italiana di Brescia nel 2020, “Viaggio nel tempo” esposto presso il CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore) di Bibbiena (AR) in occasione dell’esposizione del Progetto Nazionale FIAF “Cronache Quaranteniche” nel 2021. Sarò esposto a metà Giugno 2022, sempre al CIFA con “Greenland” in occasione dell’esposizione del Progetto Nazionale FIAF “Ambiente Clima Futuro”.
Ad oggi ho avuto la fortuna di vedere pubblicate circa 80 foto su uno dei più importati mensili nazionali di fotografia ossia Il Fotografo e conto altre pubblicazioni nazionali su FotoIT, monografie FIAF e Riflessioni.
Tra i riconoscimenti, nel 2017 il mio progetto “Cerotti” ha ottenuto il secondo posto in lettura portfolio a Fotografia Europea (RE) c/o l’Atelier ViaDueGobbiTre, menzione speciale al 11° Portfolio al mare di Sestri Levante (69° Congresso Nazionale FIAF – Portfolio Italia) e Menzione speciale al 14° FotoArte di Taranto (Portfolio Italia)».

Parlaci del tuo progetto fotografico “Gloria”, come è nata l’idea e come è stato realizzarlo.
«Nel 2014 ho scoperto la fotografia a portfolio, non intendendo come portfolio l’insieme di foto varie di un fotografo professionista che raggruppa i suoi scatti migliori come presentazione per la sua attività bensì ciò che definisce la FIAF come progetto fotografico artistico costituito da più immagini che, susseguendosi e trattando un determinato argomento, inducono il lettore ad un percorso mentale proprio. Dal 2014 ho iniziato a pensare in modo progettuale creando molti lavori a portfolio, tutti a sfondo umanista, tra i quali “Cerotti” sulla violenza psicologica che subiscono i bambini che assistono a violenze domestiche, “Io sono” denuncia verso un mondo contemporaneo troppo legato al visibile e ad oggetti materiali, “LISa” inerente alla vita di persone sorde o non udenti, segnanti nativi o tardivi.
Tra i tanti lavori a portfolio, nel 2015, dopo l’ennesimo fatto di cronaca legato al problema dell’omofobia, cresce in me la voglia di realizzare un lavoro sul mondo LGTB e nel Maggio 2016 nasce Gloria».

Come hai realizzato materialmente il progetto, quali le difficoltà e le facilità se ce ne sono state in entrambi i casi. 
«Le difficoltà iniziali non sono state poche, soprattutto legate alla diffidenza di persone e associazioni LGBT che non capivano perché una persona non LGBT volesse parlare di loro, forse troppo abituati a subire soprusi e di conseguenza abituati a mettere le mani avanti. Superate le difficoltà iniziali però, grazie ad alcune fantastiche persone che oggi posso considerare amiche, sono riuscito a realizzare ciò che volevo. Un progetto a portfolio basato sulla sorpresa finale, che inconsciamente rivelasse il pensiero del lettore nei confronti del mondo LGBT, con un sorriso o una smorfia».

Cosa vuol dire per te aver realizzato un progetto come “Gloria”.
«Ogni mio lavoro a portfolio nasce da un’esigenza del momento. Esigenze che tutte insieme probabilmente parlano di me come persona, di ciò che ho letto e ho visto, dei principi che mi mantengono vivo e della consapevolezza che ho che le persone meritano sempre di essere salvate, a volta magari prima educate».

Se hai in mente nuovi progetti e se qualcuno sarà proprio contro il problema dell’omofobia.
«Non sono solito tornare su argomenti già trattati, ma non lo escludo. Di progetti a portfolio in cantiere al momento ne ho due, e le idee non mancano. Quel che manca troppo spesso è il tempo».

“Gloria” Figura 1
“Gloria” Figura 2
“Gloria” Figura 3
“Gloria” Figura 4
“Gloria” Figura 5
“Gloria” Figura 6
“Gloria” Figura 7
“Gloria” Figura 8

Scopri il video che gli abbiamo dedicato

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