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Una strada che porta dritto all’arte

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Dave & Ly è una coppia nell’arte e nella vita. Si dedicano alla street art, alla realizzazione di tele con diverse tecniche e di opere anche con l’utilizzo di materiali riciclati. Si lasciano ispirare da tutto ciò che li circonda e amano condividere con gli altri la loro passione artistica.

Ciao Lialiana, raccontaci di te.
Ly: «Ciao, mi chiamo Liliana, chi mi conosce mi chiama Lily. Sono pugliese, nata in una bellissima città di mare, Taranto. Ho vissuto a Milano per 10 anni e al momento vivo a Londra da ormai 7, ma spero di poter fare qualche altra esperienza in giro per il mondo. Ho 28 anni e ho tanta passione e voglia di vivere un mondo un po’ più fantastico che rispecchi di più la mia personalità sognante. Nonché da questo mio stile di vita prende spunto il mio nome d’arte “Curiouser”, in parte poiché la parola stessa lo descrive, sono una persona “curiosa”, che ama esplorare e avventurarsi. Proprio come nel libro di Alice nel Paese delle meraviglie dove in realtà il nome prende l’origine “curiouser and curiouser” citato da Alice, che vuole intendere di come il suo mondo sia “strano ed ancora più strano”. Per qualche ragione che mi è ancora sconosciuta, per quanto riguarda i miei studi, ho frequentato ragioneria linguistica, ma sono sempre stata una mente creativa, quindi direi che ai tempi, la scelta dell indirizzo scolastico è stata più di testa che di cuore. Al momento lavoro a tempo pieno come responsabile amministrativa in una clinica privata di riabilitazione sportiva e mi destreggio tra le tante responsabilità del mio lavoro e la mia passione per l’arte, che in alcuni casi si trasforma in lavoro.  Disegno da quando sono piccola, praticamente da che ne ho memoria. Ho sempre amato pitturare e creare, ma è stato un hobby che purtroppo nel tempo ho anche accantonato, poiché presa dalla vita quotidiana. Ho fortunatamente ripreso a disegnare nel 2018 ed ho iniziato a realizzare graffiti nel 2019. Da quel momento, posso dire di essermi davvero dedicata alla grande passione chiamata Arte».

Ciao Davide, raccontaci di te.
Dave: «Davide è il mio nome di battesimo, ma fuori dall’Italia raramente viene pronunciato in modo corretto e per questo negli anni il mio nome è cambiato in base ai paesi dove vivevo e questo ha dato vita al mio nome d’arte “Dave Plant”. La mia culla natale è la Brianza, la periferia appena fuori le porte nord di Milano. Ho studiato meccanica fino a che ho capito che un diploma non mi serviva a molto e che mi interessavano i graffiti perché erano il mio sfogo esterno».

Qualcosa sul tuo percorso.
Dave: «Circa dieci anni fa ho iniziato a fare street art, a Milano era difficile però perché gli spazi legali erano pochi oppure gestiti da persone che non avevano interesse per questo genere di arte.
Insieme ad altri ragazzi, iniziammo con lo scrivere il nostro nome ovunque e presto fummo catalogati come dei vandali. Quando trovammo i muri giusti, però ci stancammo subito di quegli spazi, riuscivamo a fare qualche lavoretto, ma era poco, gli anni passavano e dovevamo diventare grandi e trovare un lavoro fisso. Così maggiorenne, anche se si è maturi come dicono, io non penso sia un’età giusta per sapere quel che si vuole nella vita, decisi che qualsiasi lavoro “ben pagato” era meglio che non far niente, ma questo richiedeva tempo che non potevo dedicare all’arte e alla mia creatività.
A 21 anni me ne andai con una valigia piena di speranze verso la Spagna, alle Canarie.
Partivo da zero, nulla tenente se non una valigia con indumenti e uno sketchbook con qualche pennarello. Quelli sono stati anni divertenti dove abbandonai un po’ l’arte, pur facendo qualche disegno in giro per l’isola. Dopo 3 anni decisi di andar via nuovamente, in cerca di altre avventure e scelsi come meta l’Inghilterra. Londra è una città decisamente avanti in molte cose, l’arte è una di queste, ed io gradasso com’ero decisi di provare a dare una spinta alla mia passione artistica.
Iniziai a lavorare come cuoco, nel frattempo graffiti, donne e viaggi hanno fatto sì che girassi per l’Europa ogni mese, per il weekend o per vacanza sperperando tutti i miei soldi accumulati in diversi anni in soli 6 mesi. Misi la cucina da parte e riiniziai a studiare. Riuscivo a studiare poco perché preferivo fare graffiti, iniziai a vedere i primi risultati anche grazie all’influenza continua di fotografi e altri artisti.
Penso che chi persiste conquista… così mi sono diplomato come personal trainer, sono ritornato ad allenarmi come prima e ho iniziato a stare bene con me stesso soprattutto per il fatto che in quel periodo ho trovato la persona a cui tengo di più in tutta la mia vita, la mia ragazza Liliana».

Com’è andata poi?
Dave: «L’amore e la passione per sé e per gli altri dimostrano che ogni cosa è possibile. Liliana mi ha aiutato ad aprirmi e a conoscermi ogni giorno sempre di più. Decisi di abbandonare il mio vecchio nome dato che era puro egocentrismo e iniziai a scrivere “Dave” ma allo stesso tempo cercai di integrare dei messaggi attraverso colori, animali e soggetti per riuscire a dare un’idea ben costruita di quello che sentivo e volevo esprimere. All’inizio fu difficilissimo per via del voler esser sempre al primo posto, anche se guardarsi dentro è molto relativo. Poco a poco cercai di dare più senso ai miei disegni e più vivacità alle lettere del mio nome e funzionò perché mi accorsi che nuove richieste di lavoro arrivavano, piano piano la gente iniziava a far girare la voce ed il mio nome diventava conosciuto ai londinesi».

Parliamo di come è nato il tuo stile.
Dave: «Iniziai a focalizzare l’attenzione su animali e cartoni animati per via della semplicità che trovavo nel replicarli. Le persone incominciavano ad apprezzare il mio lavoro, invece io a volte non ero soddisfatto al 100%, cercavo le sfide per fare pratica ed esperienza. Quei graffiti fatti un po’ a caso, hanno iniziato a far parte della mia vita quotidiana, un po’ per passione un po’ per necessità».

Come hai vissuto il periodo lockdown da Covid 19.
Dave: «Con l’arrivo di questa pandemia, molte palestre sono state chiuse e io sono rimasto senza lavoro, ma visto che nulla succede per caso e riflettendo sulla situazione, mi sono reso conto che avevo una miriade di tempo libero a mia disposizione per dedicarlo a me stesso. Disegni e tanti allenamenti per evitare di finire in depressione hanno portato i loro frutti dopo qualche mese, girando in cerca di opportunità e persone nuove ma soprattutto facendo graffiti con una miriade di persone diverse da tutto il mondo. Londra è multiculturalità pura e ho iniziato a lavorare per e con persone diverse ma con gli stessi obiettivi, realizzando opere meravigliose.
Questo ha richiesto di abbandonare tutti i vecchi schemi e di fare un salto dove oltre alla qualità si cerca di soddisfare le richieste delle persone e dall’anno scorso dopo il primo lockdown non ci siamo fermati un attimo per via delle continue richieste di graffiti e opere di design anche per l’abbigliamento».

Cosa realizzate insieme? 
Ly e Dave: «Attualmente le nostre creazioni principali sono murales realizzati interamente con bombolette spray. Realizziamo anche quadri usando tempere ad olio, acriliche e amiamo disegnare con il carboncino e le matite. Ci piace comunque tuffarci in qualsiasi tipo di tecnica, è tutta un’esplorazione continua. Quando collaboriamo insieme nella realizzazione di un’opera ci completiamo a vicenda riuscendo a realizzare praticamente tutto quello che desideriamo.
Dopo anni di infiniti sacrifici, possiamo definirci degli artisti, ma questo lo potrete dire da voi, a noi non interessa perché siamo già felici così».

Quali soggetti raffigurate di solito e come prendono vita le vostre opere.
Ly e Dave: «Volti umani, mani, animali in stile realistico e poi stravolti in chiave surrealistica, poiché è la nostra espressione d’arte favorita e rappresenta meglio chi siamo. In principio tutto era difficile ora è tutta una grande sfida, se non si è sicuri di un soggetto lo si prova a disegnare qualche volta, ma con la tecnologia digitale di adesso scattiamo foto ai muri e la foto è come se fosse già disegnata sopra di esso basta “solo” seguire le linee guida. Non avendo studiato Arte, per noi ogni giorno è una scoperta su come utilizzare specifici materiali o tecniche. Perciò ci dedichiamo molto al processo creativo e di realizzazione, in modo che il risultato sia il migliore possibile e faccia la differenza. Il materiale è molto importante, per realizzare buone opere serve materiale che costa e a volte non tutti sono disposti a pagare il giusto e quindi cerchiamo sempre di far felici tutti trovando un punto solido di incontro. Poi ci sono molte varianti dovute alla grandezza delle superfici, alla quantità di materiale, il cosa bisogna verniciare perché a volte si perde magari più tempo a fare la base per fare bene le cose che il lavoro magari di per sé. Se si vuole un buon lavoro, la qualità va pagata».  

Dove vi possono trovare?
Ly e Dave: «Potete entrare in contatto con noi tramite i social, su instagram e facebook come @Dave_Plant e @Curiouser.and.curiouser3. Oppure sulla nostra galleria online www.davelygallery.bigcartel.com dove vendiamo quello che produciamo… tutte le opere presenti sono originali e di nostra produzione».

Il vostro obiettivo.
Ly e Dave: «Cerchiamo di vivere tutto quello che ci si presenta davanti in maniera sempre positiva, ovviamente questa situazione ha inevitabilmente scosso le vite di tutti in modi diversi, ma il nostro pensiero non va a quello che è stato, ma a quello che sarà più avanti e di sicuro il nostro obiettivo è quello di vivere la  vita a pieno senza che ci venga tolto nulla di ciò che è nostro diritto avere come persone. La nostra libertà».

E il vostro messaggio?
Ly e Dave: «Con la nostra Arte, vorremo che chi la osserva faccia un piccolo viaggio all’interno della nostra testa, che ci si perda un attimo e poi trovi il messaggio o l’interpretazione. L’arte è emozione quindi vorremmo sicuramente che qualcuno provasse qualcosa mentre guarda il nostro lavoro, che si soffermasse a pensare a come lo fa sentire e che magari lo invogli a fare qualcosa di creativo, che lo faccia sentire meglio. Alcune volte il messaggio delle nostre opere è più diretto perché il disegno lo rappresenta, e può essere facilmente intendibile; mentre per altre, bisogna andare un po’ oltre. Credete in quello che amate e andrete lontano, non siamo importanti noi ma il messaggio che lasciamo quando ce ne andremo».

State lavorando a qualche progetto in particolare?
Ly e Dave: «Ci sono tanti progetti, alcuni a livello personale altri a livello artistico. Ma prima di esplorare a pieno i secondi, bisognerà fare un cambio a livello personale. Però, di sicuro un progetto che ci piacerebbe continuare è quello di cercare di “ripulire” e migliorare l’aspetto della città in cui viviamo e di rendere il vicinato più colorato e pieno di Arte, così da coinvolgere tanti artisti e avere una bellissima galleria a cielo aperto. Abbiamo ogni mese nuovi progetti in attesa di essere realizzati tra ristoranti bar etc. Un paio di grossi lavori che aspettano di avere una conferma, teniamo le dita incrociate nella speranza che li accettino.
Di un progetto in particolare ci è stato vietato parlarne, pubblicarne o condividerne in qualsiasi modo il contenuto perché sarà diciamo un segreto a livello mondiale per ora… Sembra che il mondo sia fermo e invece si muove in continuazione. Siamo parecchio occupati da ormai un anno e anche solo per trovare un paio di ore per scrivere questa intervista abbiamo fatto passare un mese e piu’ ma possiamo mettere la mano sul fuoco che ne valeva la pena».

Una curiosità su di voi.
Dave: «Penso che io e Liliana siamo abbastanza particolari, intendo come persone da scoprire e conoscere, quindi se avrete l’opportunità scriveteci, noi per ora siamo a Londra, se volete venire a trovarci sarete i benvenuti qualsiasi nazionalità, cultura e religione, noi non abbiamo limiti ne frontiere. Abbiamo altre 1.000 passioni al di fuori dell’arte, vi invitiamo a scoprirle tutte».

Siamo ai saluti…
Dave: «Un ringraziamento a voi in primis che mi avete fatto lacrimare un po’ guardandomi dentro nel mio passato, di com’ero e come sono diventato (me la pagherete un giorno), spero un giorno di conoscervi. Volevo ringraziare la mia famiglia che all’inizio non ha mai creduto che tutto questo potesse succedere e a loro devo tanto, alla mia ragazza che mi sopporta e supporta (e stressa a volte) ma la amo lo stesso. I miei amici di gioventù lì in Italia che spero leggeranno questa intervista e in fine ma non perché sono i meno importanti, ma perché gli ultimi saranno i primi, tutti i nostri sostenitori un po’ da tutto il mondo. Grazie a chi mi ha supportato, mi sta supportando e ci supportera’ da diverse parti del mondo. Non mi va di chiamarli followers, ma più conoscenti o persone con cui siamo entrati in contatto diretto o indiretto. Grazie infinite a voi».

I link degli artisti

Scopri il video dedicato a loro

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