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INCANTO a Trieste

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Incanto. Cracking Art. Fino al 17 ottobre 2021, presso il Salone degli Incanti a Trieste e altri luoghi della città.

Mostra a cura di Cracking Art
Mostra promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura e dal Gruppo Arthemisia

Trieste si tinge di colori!
Organizzata dal Comune di Trieste e dal gruppo Arthemisia, da mesi è possibile ammirare la mostra “Incanto. Cracking Art”.
Si tratta di una vera e propria invasione di sculture che, a partire dal Salone degli Incanti, animano i luoghi più significativi del capoluogo giuliano.
Oltre 120 coloratissime opere dalle dimensioni più svariate realizzate da Cracking Art, uno dei fenomeni d’arte contemporanea più conosciuti al mondo. Per incanto, come per incanto, in modo improvviso e imprevedibile, come per magia. Questa è l’atmosfera che si respira a Trieste attraverso l’apparizione di creature sorprendenti, che hanno preso dimora nelle architetture storiche della città. Una mostra “diffusa” che interessa non solo spazi all’aperto ma anche quelli al chiuso che già in passato hanno ospitato artisti illustri e solitamente adibiti a eventi espositivi e istituzionali. A partire proprio dal meraviglioso Salone degli Incanti – dal quale la mostra prende il nome e dove un’invasione di chiocciole colorate prende possesso del luogo con lo spirito leggero e favolistico di un gioco meraviglioso -, i luoghi più significativi della città si popolano di grandissimi animali dalle tinte sgargianti che rendeno il cuore di Trieste una galleria d’arte a cielo aperto.


Animata da chiocciole, rondini, conigli, coccodrilli, elefanti, pinguini, lupi e rane, Trieste si è trasformata in uno speciale museo senza barriere dove protagonisti sono sempre la natura e il rispetto per essa. La mostra è gratuita e all’aperto, affinché possa essere alla portata di tutti, non solo in termini di accessibilità ma anche perché possa essere interiorizzata stimolando le reazioni e l’attenzione del singolo e – allo stesso tempo – della collettività verso importanti tematiche di interesse sociale.

La plastica, infatti, si trasforma e si rende mezzo di comunicazione: da semplice materiale di uso comune e sostanza potenzialmente dannosa per l’ambiente, si modella divenendo elemento decorativo e fonte di ispirazione. Le installazioni Cracking Art – movimento noto nel mondo per la sua attenzione all’ambiente, per il suo forte impegno ambientale e per la pratica della rigenerazione che ha reso iconiche le sue creazioni – si inseriscono e si confrontano con la storia e l’architettura dei luoghi che le ospitano. Ogni opera, col soggetto rappresentato, è portatrice di un messaggio che ogni visitatore è chiamato a interpretare e diffondere.

IL COLLETTIVO CRACKING ART

Il movimento Cracking Art nasce nel 1993 con l’obiettivo di cambiare radicalmente la storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale che unito all’utilizzo rivoluzionario dei materiali plastici mette in evidenza il rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale. Il termine Cracking Art deriva dal verbo inglese “to crack”, che descrive l’atto di incrinarsi, spezzarsi, rompersi, cedere, crollare. Con il nome di cracking catalitico è anche chiamata la reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica: per gli artisti è questo il momento in cui il naturale permuta in artificiale, l’organico in sintetico, ed è tale processo che essi intendono rappresentare attraverso la loro arte.

Le opere sono realizzate per sollecitare una riflessione collettiva sui temi dell’effetto antropico sull’ambiente naturale tramite azioni performative coinvolgenti, in cui installazioni fuori scala – come i celebri animali colorati – invadono i luoghi più vari, dagli spazi propriamente deputati all’arte a quelli della vita quotidiana.

Rigenerare la plastica significa sottrarla alla distruzione tossica e devastante per l’ambiente donandole nuova vita, farne delle opere d’arte significa comunicare attraverso un linguaggio estetico innovativo esprimendo una particolare sensibilità nei confronti della natura.

Oltre alle tre partecipazioni ufficiali alla Biennale di Venezia (2001, 2011 e 2013), tra le mostre e installazioni più recenti si segnalano: Natura Indomita (2020), a Teramo; En Plein Air (2020), a San Benedetto del Tronto; Wild Rising (2019), presso il Desert Botanical Garden di Phoenix, Arizona (USA); Regeneration@Newhollandisland (2019), presso New Holland Island, San Pietroburgo (Russia); Spectaculars Creatures (2018), presso IMA Indianapolis Museum of Art – Indianapolis (USA); BarocCracking (2018), presso Palazzo Leoni Montanari – Gallerie d’Italia, Vicenza (Italia); Cracking Art@Hangang Art Park (2018) presso Hangang Park, Seoul (Korea).

Nella gallery qui sotto le immagini delle precedenti mostre di Cracking Art

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